Imelde Bronzieri

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Imprenditrice, stilista, impegnata nel sociale, ma prima di tutto donna di valori e di carattere: Imelde Bronzieri, direttore creativo di MiMiSol, è la dimostrazione che il successo è una questione di cuore, oltre che di testa.

La sua storia attuale è legata a MiMiSol, marchio di moda infantile nato nel 2011 dopo la lunga esperienza de I Pinco Pallino, di cui è stata co-fondatrice 30 anni fa, trasformando un piccolo progetto in un esempio di made in Italy vincente nel mondo.

Ma vale la pena riavvolgere il nastro del suo percorso, partendo dalle radici. Imelde Bronzieri nasce a San Paolo d’Argon (Bergamo), quarta di sei sorelle. La sua non è una famiglia altolocata, ma ha altre ricchezze: la condivisione, la certezza che non si vince da soli, la solidarietà femminile. C’è un altro fattore ed è il legame con il territorio bergamasco, dove si lavora sodo da generazioni ma dove basta guardarsi intorno per riappropriarsi della natura, della cultura e del bello. Basi sane, da cui partire per dare slancio ai propri sogni: la giovane Imelde autodidatta, una “self-made woman” ante litteram, non è diversa dalla Imelde di oggi, che all’intraprendenza di allora ha aggiunto l’esperienza. Poche regole, ma chiare, fanno da base al suo modello imprenditoriale: l’azienda non è una macchina per macinare profitti, ma un laboratorio in cui sviluppare idee, passioni e progetti, e chi la guida deve saperlo fare con responsabilità. Perché un abito o un accessorio parlano, raccontano una storia e precise scelte di campo.

MiMiSol racchiude l’essenza di tutto ciò che Imelde ha costruito in questi anni: una collezione che mette sempre al centro i bambini, con l’orgoglio della vera italianità, la certezza di tessuti di prima qualità, la cura dei dettagli, la scelta di una comunicazione rispettosa del delicato mondo dei piccoli. Imelde non si stanca di ripetere che per lei l’estetica e l’etica sono due facce della stessa medaglia. Non è un modo di dire: è stata lei a creare, insieme a Daniela Brancati (giornalista, autrice di numerosi saggi sulla comunicazione e la pubblicità, docente universitario alla Sapienza di Roma) l’Osservatorio sull’Immagine dei Minori, i cui risultati hanno portato alla pubblicazione di vari testi, tra cui “Spot a doppio taglio” e “Guinzaglio elettronico. Il telefono cellulare”. E sempre da lei, in qualità di vicesindaco e assessore ai Servizi Sociali e alle Politiche della Persona di San Paolo d’Argon, dal 1997 al 2001, sono partite iniziative per migliorare la vita e i servizi del paese che l’ha vista nascere, con lo stesso spirito con cui ha contribuito a numerosi progetti di solidarietà in Italia e all’estero. Di premi ne ha ricevuti tanti, come imprenditrice e come benefattrice. Ma è impagabile la gioia di tornare, dopo uno dei molti viaggi, nella casa sulle colline di San Paolo d’Argon, con grandi vetrate che danno sulla pianura sottostante, le foto di una vita intensa e mai avara di affetti, i quadri del figlio Giovanni e di Mauro Balletti, amico e fotografo di tutte le campagne MiMiSol, i nipoti Lodovica e Gregorio (figli del primogenito Gianmarco, anche lui imprenditore) che giocano, le piante da frutto, i cespugli di rose, i grandi tavoli dove mangiare tutti insieme. Del resto, il mondo di Imelde ha a che fare con tutto questo. Valori da trasmettere alle nuove generazioni, anche con un vestito.